Proporzionalità tra valutazione e avanzamenti stipendiali
Perchè parlare di proporzionalità negli anni tra attribuzione dei differenziali stipendiali e valutazione?
Perchè ogni PEO assegna un premio mensile garantito negli anni a venire e, quindi, nel lungo periodo il numero di PEO del singolo
dovrà essere proporzionato alle valutazioni ricevute.
Dopo un periodo, per esempio, di 10-15 anni di assegnazioni annuali di PEO, ci dovremmo aspettare che vi siano lavoratori con una
progressione, altri con 2 e taluni con 3, in relazione alla propria media delle valutazioni come illustrato nel grafico 1.
Nel grafico ogni pallino è un lavoratore posizionato in ascissa sul livello economico e in ordinata sulla sua valutazione media.
Nelle simulazioni rappresentate nei grafici, tutti i lavoratori partono con lo stesso valore di esperienza professionale,
come fossero stati assunti nello stesso anno.
In una situazione in cui si valutasse solo la performance, e non l'esperienza professionale, con un'attesa minima di 2 o 3 anni
tra una PEO e l'altra del singolo lavoratore, dopo 10-15 anni noteremo che una piccola porzione di lavoratori avrà ottenuto
ben 3 o 4 avanzamenti mentre gli altri saranno rimasti a digiuno, (grafico 2); in breve: SOLO chi ha le migliori
valutazioni accede alla PEO.
Questo risultato non avrà certo un carattere incentivante perché chi aveva comunque una buona valutazione, non ha avuto alcun
riconoscimento del proprio operato.
D'altra parte, se ponessimo il minor peso alla valutazione e il massimo all'esperienza professionale, otterremmo uno scenario
in cui buona parte dei lavoratori avrebbero un solo avanzamento: il classico "avanzamento per anzianità" che non è proprio uno
stimolo ad eccellere (grafico 3). Occorre precisare che in questo simulatore si presume che un lavoratore abbia
negli anni delle valutazioni simili non troppo altalenanti, ipotesi abbastanza realistica in un ambiente lavorativo burocratico
costellato fondamentalmente da mansioni routinarie.